Ti piacerebbe svolgere un lavoro che unisce numeri, diritto e strategia, diventando un punto di riferimento per imprese e professionisti?
Il commercialista non è “solo tasse”: è consulenza, pianificazione, gestione di rischi e spesso un supporto decisionale per chi fa impresa.
Quanto guadagna in media un commercialista?
Quando si parla di guadagni, la prima cosa da chiarire è questa: la media non racconta tutta la storia. È utile, ma può essere influenzata da una parte di professionisti con redditi molto alti.
Un riferimento autorevole è la Fondazione Nazionale dei Commercialisti, che nel “Rapporto 2025 sull’Albo” indica che il reddito medio, riferito all’anno d’imposta 2023, è salito a 80.648 euro (con crescita del 10,1%).
Media vs realtà: perché conta anche la “mediana”
- Reddito medio: somma dei redditi / numero di iscritti. Se alcuni guadagnano moltissimo, la media cresce.
- Reddito mediano: il valore “centrale” (metà guadagna meno, metà guadagna di più). È spesso più vicino alla realtà quotidiana.
Alcune analisi di settore richiamano esplicitamente anche il reddito mediano come chiave di lettura (proprio per evitare l’effetto “illusione” della media).
Cosa fa davvero la differenza nel reddito?
Non è solo “quanti clienti hai”. Spesso è “che tipo di consulenza fai” e “come lavori”.
- Specializzazione: societario, crisi d’impresa, controllo di gestione, finanza, internazionale
- Tipo di clientela: micro-imprese vs PMI strutturate
- Modello organizzativo: studio individuale vs team vs studio associato
- Efficienza operativa: processi, software, delega, gestione scadenze
Un esempio pratico
Due commercialisti con “lo stesso numero di clienti” possono guadagnare in modo completamente diverso se:
- uno fa solo adempimenti standard;
- l’altro abbina consulenza continuativa (budget, cash-flow, ristrutturazioni, governance).
Quanto guadagna al mese un commercialista?
La domanda è legittima, ma la risposta va data con cautela: per i liberi professionisti il reddito non è lineare mese per mese.
Ci sono mesi “carichi” (scadenze, bilanci, dichiarativi) e mesi più scarichi. Inoltre, “guadagno” può voler dire:
- fatturato,
- reddito professionale,
- utile effettivo,
- netto dopo imposte e contributi,
- netto dopo i costi di studio (affitto, software, personale).
Per orientarti, può essere utile una stima mensile lorda come “equivalente” (sapendo che è una media aritmetica e non un cedolino).
Tabella comparativa
| Profilo (semplificato) | Reddito/Compenso annuo lordo (range) | Equivalente mensile lordo (stima) | Cosa incide |
|---|---|---|---|
| Praticante / junior in studio | 18.000–30.000 € | 1.500–2.500 € | città, tipo di studio, mansioni |
| Commercialista “stabile” con esperienza | 50.000–80.000 € | 4.100–6.700 € | clienti, specializzazione, servizi |
| Media di settore (anno imposta 2023) | 80.648 € | ~6.700 € | dato medio complessivo |
| Studio strutturato / consulenza avanzata | >80.000 € | >6.700 € | team, processi, clienti più complessi |
Un modo serio per leggere il “mensile”
Se vuoi ragionare come un professionista, considera tre righe:
- Entrate medie mensili
- Costi fissi (software, ufficio, collaboratori, assicurazioni, formazione)
- Margine operativo (prima di imposte e contributi)
Questo approccio ti evita due errori tipici:
- confondere fatturato con guadagno reale;
- sottostimare l’impatto dei costi di struttura.
Come si fa a diventare commercialista?
Il percorso “classico” (a livello generale) prevede:
- Laurea idonea
- Tirocinio
- Esame di Stato e iscrizione all’Albo
La cornice normativa di riferimento per l’ordinamento della professione è il D.Lgs. 139/2005.
Volendo analizzare i Corsi di Laurea più idoneoi alla futura attività di commercialista, senza dubbio si dovrà considerare un Corso di Laurea Triennale in Economia Aziendale e Management L18 e un successivo Corso di Laurea Magistrale in Economia e Management per l’innovazione e la sostenibilità LM77.
Qual è la sequenza più efficace, nella pratica?
Molte persone perdono tempo perché cercano “la strada perfetta” e rimangono ferme. Spesso funziona meglio un percorso progressivo:
- Iniziare a lavorare in amministrazione/contabilità (anche junior)
- Impostare il percorso universitario in area economica con un piano realistico
- Costruire metodo di studio su bilancio, tributario e commerciale
- Entrare nel tirocinio con basi già solide
- Preparare l’Esame di Stato con simulazioni e casi
Nota importante: requisiti e procedure operative (iscrizione tirocinio, sedi d’esame, dettagli) vanno sempre verificati sui canali ufficiali dell’Ordine competente e delle sedi universitarie, perché possono variare.
Cosa bisogna studiare per diventare commercialista?
Qui conviene essere chiari: serve un mix di economia aziendale e diritto. Il vantaggio competitivo di un commercialista non è “sapere una cosa”, ma saper collegare numeri, norme e decisioni.
Le aree che contano davvero
- Contabilità e bilancio: scritture, assestamenti, bilancio d’esercizio, lettura critica
- Diritto tributario: imposte, IVA, accertamento, contenzioso (logica e metodo)
- Diritto commerciale: società, responsabilità, contratti, operazioni straordinarie
- Economia e gestione d’impresa: costi, margini, pricing, sostenibilità economica
- Statistica e strumenti digitali: analisi dati, report, automazione documentale
Come può essere utile Unimarconi per questo percorso?
Unimarconi può essere utile soprattutto se hai bisogno di:
- flessibilità (lavoro, famiglia, impegni) senza perdere una struttura accademica;
- progressione chiara triennale → magistrale in area economico-manageriale;
- un piano che ti consenta di studiare “a blocchi”, mantenendo continuità.
Due riferimenti dell’offerta formativa utili in quest’ottica:
- L-18 Economia (curriculum Economia e Management d’Impresa) con insegnamenti come Diritto Commerciale, Diritto Tributario e Statistica nel piano di studi.
- LM-77 Economia Internazionale e Management per l’Innovazione e la Sostenibilità, utile per competenze manageriali e consulenziali più avanzate.
Cosa cambia se studi con un obiettivo professionale chiaro?
Cambia il metodo. Ecco un’impostazione “da studio professionale”:
- Studia bilancio con casi (non solo teoria)
- Per tributario, costruisci mappe e schemi (imposta → base imponibile → aliquota → adempimenti)
- Per commerciale, collega norme a situazioni reali (SRL, SPA, responsabilità, governance)
Perché confrontarsi con l’Infopoint Unimarconi AUDERE fa davvero la differenza
Avere l’idea di diventare commercialista è solo il primo passo. La vera differenza la fa trasformare quell’idea in un percorso concreto, compatibile con la tua situazione reale e con gli obiettivi professionali che vuoi raggiungere.
Un confronto diretto con un centro di orientamento autorizzato come l’Infopoint Unimarconi AUDERE ti consente di andare oltre le informazioni generiche e di lavorare su aspetti decisivi, spesso sottovalutati:
Tempi realistici del percorso
Non esiste una durata “standard” valida per tutti. In sede di orientamento è possibile:
- stimare in quanti anni reali completare triennale e magistrale;
- valutare il carico di studio sostenibile mese per mese;
- evitare scelte che portano a rallentamenti o blocchi a metà percorso.
Scelta corretta tra laurea triennale e magistrale
Molti studenti iniziano senza una strategia complessiva.
Con AUDERE puoi:
- capire da dove partire in base al tuo background;
- pianificare in modo coerente il passaggio L-18 → LM-77;
- evitare esami inutili o poco funzionali all’obiettivo di diventare commercialista.
Compatibilità con lavoro e vita personale
Uno degli errori più comuni è sovrastimare il tempo disponibile.
L’orientamento serve proprio a:
- capire se e come studiare mentre lavori;
- distribuire gli esami in modo sostenibile;
- prevenire abbandoni dovuti a carichi irrealistici.
Impostazione dello studio in funzione del tirocinio
Studiare “bene” non significa solo superare gli esami.
Con un orientamento corretto puoi:
- impostare lo studio su bilancio, tributario e commerciale in modo mirato;
- arrivare al tirocinio con competenze già spendibili;
- ridurre il divario tra teoria universitaria e pratica di studio.
Un orientamento che evita errori costosi
Molti rallentamenti nascono da una scelta iniziale poco ponderata. Un Infopoint autorizzato come AUDERE non si limita a presentare l’offerta formativa, ma aiuta a:
- chiarire obiettivi professionali;
- stimare tempi e sostenibilità;
- costruire un percorso coerente dall’università all’abilitazione.
Se vuoi trasformare l’idea di diventare commercialista in un progetto strutturato, sostenibile e realistico, il primo passo efficace è un confronto personalizzato.